Le origini

Industry Story

Siete curiosi di sapere come tutto ha avuto inizio?
la favola continua...

the fairy tale continues...

“La favola continua”...agli occhi di tutti, non era che una frase sul menù del loro primo pub, ma non per Danilo e Luca. Perché in quel primo pub, non era nata solo la loro favola, ma un sogno condiviso, destinato a trasformarsi in certezza. Certo, nessun progetto si realizza facilmente, ma grazie alla loro determinazione, al coraggio e alle persone giuste, sarebbe diventato realtà.
Una realtà di nome Industry.

un passo alla volta

prima del grande salto

Per risalire al primo incontro tra Danilo e Luca bisogna fare un passo indietro, al 2012.
All’epoca Luca cercava di muovere i primi passi come imprenditore “di quartiere”, aiutando i genitori nel bar di Virle, e che terranno per ben 16 anni. Ed è proprio durante una di quelle sere che conosce Danilo, cameriere, ora esperto in cucina, spillatura fatta bene e che odia la birra commerciale, ma che a quel tempo “beveva solo heineken in bottiglia”, ricorda Luca con un sorriso.
Una realtà di nome Industry.

Entrambi, sono accomunati dal desiderio di fare un passo in più.
Luca aveva preso in gestione il “bar delle industrie” di Pancalieri, (lo stesso che poi diverrà l’attuale Industry),
e che trasformerà in un locale per eventi, feste in stile disco, con dj, musica dal vivo, chiamandolo Crazy Fun. Danilo forse non era ancora esperto di birre come adesso, ma amava già i buoni hamburger e l’atmosfera serale dei pub, tanto da decidere di coinvolgere due amici e prendere in gestione il Clarence Pub di Castagnole nel 2016. 

Un’avventura in cui l’esperienza di Luca si rivela utile per migliorare e crescere. Perché allora non collaborare in maniera ancora più solida? Due anni dopo, Danilo e Luca sono entrambi al timone del Clarence, con la new entry di Fabio, la loro prospettiva verso il locale si arricchisce. Si evolve. Grazie al loro desiderio di migliorarsi, e corsi di formazione orientati alla vendita e alla propria crescita, le idee e gli spunti aumentano, e con essi anche il desiderio di differenziarsi, e di dare una spinta a quello che era un semplice pub. Osservare, valutare e capire. Locale dopo locale, la loro ricerca continua per migliorare le loro idee, l’unico modo per alimentare quel sogno iniziale. Ma proprio quando sono pronti per fare il grande salto, arriva qualcosa che non potevano prevedere, che nessuno si aspettava. Il covid.

nel momento cruciale

ARRENDERSI O REAGIRE?

Famiglie. Amicizie. Imprese.

Non c’è nulla che il covid abbia risparmiato, compreso l’intero mondo della ristorazione. Una batosta senza precedenti che aveva messo in ginocchio tutta l’Italia.

In questa riflessione [in questo contesto] Luca guardava le 3 attività in gestione, compreso il Clarence, gestito insieme a Danilo, e a cui si sommava anche il bar di Virle, quello di famiglia. In quella situazione, ogni strada sembrava bloccata, e parlandone in videochiamata, senza nemmeno potersi vedere, di persona, Luca e Danilo si erano resi conto che malgrado la crisi del momento, bisogna prendere una decisione. In fondo, le strade potevano essere due soltanto.

Fermarsi, e chiudere tutto definitivamente.
Reagire, e rimboccarsi le maniche per reinventarsi da zero.

Ed è in quel momento che decidono di dare forma a quel progetto di cui avevano sempre parlato, e decidono di dare forma al “nuovo pub”. E fortunatamente, hanno il tempo dalla loro parte.
Un periodo in cui continuare a formarsi e a mettere insieme le competenze di cui hanno bisogno per compiere un’evoluzione, anche grazie a Giuliano Lanzetti e al programma di Pienissimo. Grazie ai video online, ai libri e agli studi approfonditi su marketing e ristorazione, seguono un corso dopo l’altro, migliorando nel marketing, nella vendita, e gettando le basi su cui creare il loro nuovo progetto.

Ormai erano determinati a portare avanti il loro sogno, e avrebbero fatto tutto ciò che potevano per partecipare ad un corso di Pienissimo alla prima occasione utile.
Restava un’ultima decisione da compiere, una non facile, ma necessaria: mollare tutti i locali, e concentrare tutte le loro energie sul concetto di quello nuovo. Un po’ hamburgeria, un po’ cocktail bar, un locale forse un po’ anomalo, ma il pub che sarebbe nato dalle ceneri di tutte le esperienze precedenti, dando vita a qualcosa di nuovo che si sarebbe chiamato…già, il nome. Come chiamarlo?

IL TERRITORIO E GLI AMICI

La forza dei legami

Il Crazy Fun era la location ideale per il nuovo progetto, e anche se avrebbero dovuto rifare i locali quasi interamente, erano sicuri che fosse la scelta migliore, ma il nome andava cambiato. Ad avere l’intuizione vincente era stato Tony, l’ex dj del Crazy Fun, suggerendo di ribattezzarlo “Industry”.

Dopotutto quel locale aveva avuto diversi cambi di gestione nel corso degli anni, cambiando nome ogni volta, ma nella memoria dei pancalieresi, il suo soprannome era sempre stato “Bar delle industrie”, per via della sua posizione nell’area industriale.

Industry.

Un nuovo nome, che grazie alla loro storica grafica porta alla nascita del suo logo, con quella “V” in mezzo al logo che ha una storia a se…chissà, magari un giorno la sveleremo.

Dopo questi segnali incoraggianti, Fabio si lascia trasportare totalmente dal progetto, e dopo il suo coinvolgimento iniziale nel Clarence, si butta anima e corpo nei mille lavori di trasformazione del locale, mostrando una passione e una disponibilità che sono rimasti inalterati ancora oggi.

Ad abbracciare la visione dell’Industry e rispondere con entusiasmo e intraprendenza è anche  “Il Vituz”, papà di Danilo e Fabio, che si mette a disposizione del progetto per aiutare nella creazione di struttura, arredamento e complementi vari. Un aiuto indispensabile per arrivare all’obiettivo iniziale, al pari di quello che ha di persone fantastiche come Mary, Lucilla, Ludo, Violo, Bertellino, quelle che non hanno esitato a dare una mano per la buona riuscita del progetto.

da non credere

Colloqui Assurdi e Persone Fantastiche

David Valmori, amico di Luca, conosciuto ad un corso di crescita personale, e tra i primi supporter del progetto, non solo si è occupato di videomaking e foto, ma è stato anche il primo a illustrare le potenzialità di Instagram e Facebook a Fabio.

Fabio. Dopo l’esperienza maturata come responsabile di sala, in realtà aveva un’altra direzione in mente, e seguire la propria passione per i social e il marketing. Ad oggi è il volto, la voce e l’autore di tutti i reel, le stories nonché le pubblicità di industry, rivestendo il ruolo di responsabile marketing a 360°.

Alessandro. Chissà cosa sarebbe successo se Luca non si fosse sbagliato nel mandare un messaggio a Mary, sbagliando persona. Sicuramente non sarebbe venuto a settembre, ancora nel bel mezzo dei lavori, a parlare del locale, immaginando tutto ciò che avrebbe preso forma. Chissà se qualcun altro al suo posto ci avrebbe aspettato 6 mesi, aiutandoci persino nei lavori. Ora è il nostro responsabile bar e commerciale.

Stefano. Trovato il suo contatto grazie a delle conoscenze in comune, viene chiamato appena il giorno prima del pranzo di prova, e scopre di dover cucinare per 50 persone per il pranzo di prova assieme ai titolari in cucina. E oggi, è il nostro responsabile cucina, nonché una delle menti (dietro l’attuale salsa Industry)

Christian. Consigliato dai clienti per i ristoranti dove lavorava, e dopo un lungo corteggiamento da parte di Luca, gli basta passare una sera nel locale per fare scattare in lui la scintilla: molla tutto e decide di scommettere su di noi. Ora è responsabile e direttore di sala.

Mamma Mary. Già cuoca nel bar di Virle, aveva già iniziato a preparare anche dei dolci per l’Industry, ma visto il successo crescente e le vendite dolci sempre più alte, non ci vuole molto prima che entri a far parte nell’Industry in pianta stabile, diventando la pasticcera ufficiale a tutti gli effetti.

Queste e tante altre sono le persone fantastiche dietro all’insegna di Industry. Chi ci ha aiutato un giorno, chi agli inizi, regalando tempo, energie, consigli ma soprattutto fiducia. Ecco perché non potremo mai ringraziare abbastanza chi ha preso parte a questo percorso, e a chi continua a supportare l’attività nel suo percorso.

provare e riprovare

la favola continua...

Nonostante il covid, grazie alle lezioni sulla vendita di David, che ha continuato a sostenere il locale e a spingere a non pensare in piccolo, viene avviato il servizio da asporto, dapprima riempiendo il venerdì e il sabato, poi anche la domenica, e poi il giovedi. Sempre in full.

E anche se alla prima apertura c’era un tavolo di appena 4 persone, per lo più composto da amici e fidanzate, l’esperienza con il corso di Pienissimo offre nuove strategie di marketing, subito da implementare su Industry. E settimana dopo settimana, si continua ad andare in full e il resto…

Il resto lo conoscete.  I lunedì e i giovedì karaoke, con Aliai e Mimmo, i martedì quizzone, e la soddisfazzione di dover accettare prenotazioni sempre con largo anticipo, altrimenti si rischia di non poter trovare posto a tutti, soprattutto d’inverno.

Certo, si sa che la strada riserva sempre nuove sfide, ma dipende tutto da come si sceglie di affrontarle: la voglia di valorizzare i rapporti nello staff, cercare di inventare sempre nuovi prodotti, cercare di migliorarsi incessantemente, è ciò che porterà la realtà di Industry ancora più lontano.

Perché grazie a voi, grazie a tutti voi, la favola continua…

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